...di paese dalla spiccata civiltà.
Sarò io che divento sempre più intollerante, non so, ma a me pare che la Germania goda di immeritata fama.
Si sente sempre dire che in Germania tutto funziona perfettamente e che la gente é civile e rispettosa, soprattutto delle regole e del buon vivere.
La mia esperienza mi dice invece che delle regole se ne infischiano abbastanza salvo quando ad infrangerle siamo noi immigrati, o più in generale chiunque altro che non sé stessi, allora sì che mettono becco.
Quanto all'essere civili, beh, a me sembrano piuttosto barbari nel loro modo di vivere e se volete un esempio ve lo do subito.
Ieri ho preso il tram per tornare a casa da un appuntamento con l'ortopedico.
Porto ancora le stampelle,anche se il piede posso appoggiarlo ed anche camminarci un pò se serve.
Però non posso dire di aver registrato un comportamento di proverbiale civiltà, anzi.
Da quel che ho visto: i ragazzini all'uscita da scuola sono sempre i pericoli pubblici numero 1, sempre di corsa, sempre distratti e menefreghisti, sempre con le cuffie sulle orecchie ed immancabilmente in gruppetti di quattro o cinque amiconi tutti presi a cazzeggiare. Tale e quale in Italia.
Gli adulti, soprattutto le donne coi passeggini sono sempre troppo prese dai loro passeggini (e come non capirle in certi casi!!) e comunque sempre menefrghisti nei confronti del prossimo.
Gli anziani, beh, con tutto il rispetto e l'ammirazione che si può provare nei loro confronti, loro sono i primi ad aver bisogno ma soprattutto diritto ad un pò di aiuto e rispetto, per cui, neanche qui, nulla di nuovo né di diverso.
Il resto della popolazione, i più o meno giovani, anche loro sono sempre di fretta, presi dai loro problemi, e niente li scalfisce, anzi, tu che hai bisogno gli sei d'impiccio e te lo fanno capire eccome, spintoni, impazienza e l'assoluta assenza del benché minimo aiuto sono all'ordine del giorno.
Insomma, che dire, paese che vuoi stessa gente che trovi.
Il problema non é la nazione, anche se ogni paese ha le sue caratteristiche, ma la società in cui viviamo.
A presto.

Sarò io che divento sempre più intollerante, non so, ma a me pare che la Germania goda di immeritata fama.
Si sente sempre dire che in Germania tutto funziona perfettamente e che la gente é civile e rispettosa, soprattutto delle regole e del buon vivere.
La mia esperienza mi dice invece che delle regole se ne infischiano abbastanza salvo quando ad infrangerle siamo noi immigrati, o più in generale chiunque altro che non sé stessi, allora sì che mettono becco.
Quanto all'essere civili, beh, a me sembrano piuttosto barbari nel loro modo di vivere e se volete un esempio ve lo do subito.
Ieri ho preso il tram per tornare a casa da un appuntamento con l'ortopedico.
Porto ancora le stampelle,anche se il piede posso appoggiarlo ed anche camminarci un pò se serve.
Però non posso dire di aver registrato un comportamento di proverbiale civiltà, anzi.
Da quel che ho visto: i ragazzini all'uscita da scuola sono sempre i pericoli pubblici numero 1, sempre di corsa, sempre distratti e menefreghisti, sempre con le cuffie sulle orecchie ed immancabilmente in gruppetti di quattro o cinque amiconi tutti presi a cazzeggiare. Tale e quale in Italia.
Gli adulti, soprattutto le donne coi passeggini sono sempre troppo prese dai loro passeggini (e come non capirle in certi casi!!) e comunque sempre menefrghisti nei confronti del prossimo.
Gli anziani, beh, con tutto il rispetto e l'ammirazione che si può provare nei loro confronti, loro sono i primi ad aver bisogno ma soprattutto diritto ad un pò di aiuto e rispetto, per cui, neanche qui, nulla di nuovo né di diverso.
Il resto della popolazione, i più o meno giovani, anche loro sono sempre di fretta, presi dai loro problemi, e niente li scalfisce, anzi, tu che hai bisogno gli sei d'impiccio e te lo fanno capire eccome, spintoni, impazienza e l'assoluta assenza del benché minimo aiuto sono all'ordine del giorno.
Insomma, che dire, paese che vuoi stessa gente che trovi.
Il problema non é la nazione, anche se ogni paese ha le sue caratteristiche, ma la società in cui viviamo.
A presto.